A cura di Gioacchino la Greca

 

 

 

 

Cena in Emmaus

 

 

(1601-1602)

Olio su tela (139-195)

National Gallery, Londra

 

 

di Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1611)

 

 

 

 

 

 

 

Celebre versione della cena di Emmaus della Pinacoteca Brera, questa di Londra ne ripropone gli stilemi pittorici, il tema teologico e la caratterialità psicologica. Sembra che sia stata commissionata al Caravaggio dal Mattei, suo committente e acquirente storico. I quattro personaggi sono disposti attorno ad una tavola ben apparecchiata, che su una candida tovaglia di un bianco cosi lindo che fa a pugni con la rustichezza dei personaggi, presenta una splendida composizione di natura morta dagli echi lombardi: l'acqua e il pane col vino, che Cristo benedice, l'uva segno di risurrezione coi melograni, dentro un canestro sempre in bilico sul bordo tavola che dona profondità alla composizione: persino il pollo arrosto al centro a significare un ricco momento conviviale. L'oste, a destra del Cristo indossa, una cuffia bianca che dà un tocco di grazia ad un omaccione truce e rozzo, mentre gli altri due discepoli, impersonati da due contadini con abiti sporchi e sdruciti, manifestano meraviglia al riconoscimento di quei gesti. Specie il discepolo alla sinistra del Cristo allarga le braccia in uno stupore che lo scorcio prospettico del gesto rende appieno nella sua ampiezza. Il Cristo è imberbe, e questa la novità del Merisi, forse un omaggio al Cristo del Giudizio Universale della Sistina o al Leonardo dell'Ultima cena, con un bel viso ovale, androgino che ne fa una perfetta unione dei contrari, dove la sua giovinezza sembra incarnare la sua vita eterna dopo la resurrezione.

 

 

 

 

 

 

 

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